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GRAND GTRs Magazin Review |
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"Respekt, hier haben wir eine richtig schöne Werkschau moderner Rockgitarre. Markus Deml hat es in all den Jahren zum gefragten Session-Gitarristen gebracht, seine bisherige Kollegen liste liest sich entsprechend imponierend: Nena, Saga, Laith Al-Deen oder Rick Astley. Und wie jeder Profifußballer auch gerne mal bei einem gepflegten Straßenkick mitspielt, hat Marcus zwischen all den Jobs genug kreative Energie, um wieder einmal eine Soloplatte fertig zu zimmern. Er wurde bereits für seine Saitenakrobatik ausgezeichnet und keine Geringeren als Luke von Toto und Joe Satriani überreichten ihm den Preis. Nun könnte man meinen, dass er als ein Absolvent des G.I.T. klingt wie all die hyperschnellen Saitenhexer aus dem Brutkasten der amerikanischen Klonfabrik für angewandtes Musikerpolizeigedudel. Nein, weit gefehlt, er hat ein vielseitiges, abwechslungsreiches Werk abgeliefert. Auch wenn es hier um Gitarre geht, darf man seine Stimme nicht unerwähnt lassen. Da hört man viel Gary Moore oder Glenn Hughes heraus. Er ordnet sich auch gerne modernen Beats unter und brilliert dabei lässig mit einem gefühlvollen Gitarrensolo, wie es Meister Jeff Beck nicht besser gekonnt hätte. Sicher, dies ist in erster Linie ein Album für interessierte Musiker, andererseits eine wunderschöne Fundgrube für den Freund moderner Rock- und Blues-Sounds. Electric Blues natürlich…" http://www.grandguitars.de/ |
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Modern Hippie @ Babylon Magazine |
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"Qualche anno fa - ricorreva il 2006 - mi trovai ad ascoltare un album, uscito per la Lion Music, che aveva dell'incredibile sotto l'aspetto tecnico. Da allora in poi, con attenzione ho atteso il seguito, che ora giunge sotto un diverso moniker. All'epoca si trattava degli Electric Outlet ("On"), progetto del virtuoso chitarrista Marcus Deml (in tour con Toto, Bobby Kimball, Kingdom Come, Rick Astley, ecc.) e del bassista Frank Itt (Terence Trent D'Arby, Jule Neigel, Jasper Van't Hof). Ai due oggi si è unito il talentuoso vocalist Robbie Smith, ed il progressive di allora si è tramuta to in un hard blues rock classico, secondo le sonorità degli anni '60/'70, con un inaspettato rimando alle influenze di Hendrix, Pink Floyd, Chris Rea e Jeff Beck. Il moniker del gruppo potrebbe dirla lunga sull'eccezionalità dell'uscita per la label scandinava, normalmente impegnata in altri settori. Eppure, quel filo che lega stretto gli Errorhead con la tradizione rock, non solo diventa il modo per apprezzare ulteriormente le doti tecnico-compositive dell'incredibile guitar hero, ma disegna anche un filo di continuità tra passato e presente. Quest'album consacra sul moderno altare della musica una tradizione che è diventata leggenda, evocando non già delle semplici influenze, bensì un intero periodo storico e tutto ciò che esso si trascina con sé. E ciò che più sinceramente meraviglia in quest'opera di rimando è la freschezza con cui viene concepito il songwriting, quasi si trattasse di roba nuova, appena buttata sul mercato. Le composizioni sono liquide idee, che scivolano sul manico della chitarra di Marcus con linearità e semplicità, arrivando a toccare momenti di profonda ispirazione (tra le tante, il notturno "Heaven" o la spensierata chiusura "Tàtà"). L'album così, nel suo equilibristico gioco di dosi, sfiora la perfezione, riuscendo non solo a stupire, ma soprattutto a divertire."
http://www.babylonmagazine.net/index.php?option=com_content&task=view&id=2606net |
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Cathouse Italy loves Modern Hippies |
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Strabiliante, pazzesco ed io non lo conoscevo ancora!!!! Nonostante la mia passione per i guitar hero e la mia collezione (che spazia su tutti i generi musicali) di axe man della sei corde, tale Mr. Deml....manco sapevo esistesse.... Ecco quindi che la sempre lodevole Frontiers con il suo grande lavoro di label & distributor mi ha messo dentro il pacco dei promozionali anche questo gioiellino marchiato Lion Music; un cd senza booklet (come spesso fa la Lion M.) senza nemmeno la cover, un semplice cd con nome artista e titolo dell'album impresso e stop. Uhm...chi sarà mai, ho pensato io, e quindi ho acceso il lettore cd ed ho fatto partire questo album ma prima mi sono informato by internet ed ho scoperto chi è questo funanbolico chitarrista. Prima di tutto trattasi di una vera e propria band di tre elementi (in questo album coadiuvati anche da altri session man) provenienti tutti dalla Germania che hanno come punta di diamante il sound ed il guitar work del leader Marcus Deml. (non dimentichiamoci però del prodigioso talento al basso di Itt - Terence Trent D”Arby, Jule Neigel, Jasper Van”t Hof – e dell'immenso lavoro dietro le pelli di Tsoukas - John Hayes, Billy Sheehan, Helmut Zerlett – nonchè il supporto vocale del bravo singer Robbie Smith). |
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The title says it all in summing up this excellent album by in-demand session artist Marcus Deml. You may not instantly recognize the name but you've probably heard Marcus' playing, as he has been featured on numerous releases and toured with artists ranging from Kingdom Come and Saga to Nena and Rick Astley. On MODERN HIPPIE, Marcus brings an early '70s blues rock vibe forcefully into 2008 with help from vocalist Robbie Smith, bassist Frank Itt, and drummer Zacky Tsoukas. Robbie Smith really conjures Glenn Hughes on vocal tracks such as "Connected," "Watch My Cloud" and "Heaven," while Marcus' tasty solos on "Dave," "Temporary Impression," "We Came In Peace" and "Follow Your Dream" reveal Gary Moore, David Gilmore, Jimi Hendrix and Jeff Beck influences. There are some modern sound effects mixed into the proceedings which may be a distraction to purists but overall MODERN HIPPIE is a very well produced and actualized dose of vintage rock, updated for our times... - Neal Woodall |
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