• Marcus Deml Workshop im November 2017
  • Marcus Deml new Band The Blue Poets
  • The Blue Poets Video Premiere Goodbye
  • Errorhead Backing Track Pack
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Strabiliante, pazzesco ed io non lo conoscevo ancora!!!! Nonostante la mia passione per i guitar hero e la mia collezione (che spazia su tutti i generi musicali) di axe man della sei corde, tale Mr. Deml....manco sapevo esistesse.... Ecco quindi che la sempre lodevole Frontiers con il suo grande lavoro di label & distributor mi ha messo dentro il pacco dei promozionali anche questo gioiellino marchiato Lion Music; un cd senza booklet (come spesso fa la Lion M.) senza nemmeno la cover, un semplice cd con nome artista e titolo dell'album impresso e stop. Uhm...chi sarà mai, ho pensato io, e quindi ho acceso il lettore cd ed ho fatto partire questo album ma prima mi sono informato by internet ed ho scoperto chi è questo funanbolico chitarrista. Prima di tutto trattasi di una vera e propria band di tre elementi (in questo album coadiuvati anche da altri session man) provenienti tutti dalla Germania che hanno come punta di diamante il sound ed il guitar work del leader Marcus Deml. (non dimentichiamoci però del prodigioso talento al basso di Itt - Terence Trent D”Arby, Jule Neigel, Jasper Van”t Hof – e dell'immenso lavoro dietro le pelli di Tsoukas - John Hayes, Billy Sheehan, Helmut Zerlett – nonchè il supporto vocale del bravo singer Robbie Smith).

Il musicista in questione non è affatto sconosciuto, anzi: è stato votato dalla prestigiosa rivista Guitar Player Magazine come uno dei 3 migliori guitar hero in circolazione, è stato invitato dalla Rock'n' Roll Hall of fame di Cleveland dove gli è stato consegnato un award nientepopodimenoche da Steve Lukather e Joe Satriani...e questo solo per citare due grossi ‘fatti' a lui dedicati senza procedere oltre. Poi, le innumerevoli collaborazioni.... basti pensare che solo negli ultimi dieci anni ha fatto oltre 300 session con grandissimi artisti collaborando sempre ai massimi livelli. Inoltre la sua attività ‘solista' con la sua band, gli Errorhead appunto, di cui questo nuovissimo ‘Modern Hippie' è il terzo full lenght studio album. Ma dove ero rimasto?...ah si...al momento di accendere il lettore cd del mio stereo. Mamma mia.... sono stato letteralmente rapito da un sound geniale, originale, eclettico, potente ma anche tremendamente eufonico e.... innovativo!! Sembra di sentire un mix tra l'inventiva del grande Jeff Beck, l'originalità di Satriani, il feeling di Gary Moore, la gran classe del migliore David Gilmour, il tocco inimitabile del maestro Hendrix....il tutto sempre e comunque stemperato da una vena creativa sopra le righe che raramente, in questi ultimi anni (attenzione ho detto ANNI...) mi era capitato di ascoltare. Questo album parla da solo.... ti comunica, ti coinvolge, ti diverte. Non è un album tutto strumentale (e spesso noioso come può capitare in questi casi), non è nemmeno un'esasperazione assoluta di tecnica fredda e senza anima. Qui il suono che scaturisce sembra molto più easy di quanto effettivamente è: una tecnica di assoluta qualità si mette al servizio della canzone stessa e solo se ci soffermiamo un attimo, capiamo a chi siamo di fronte, a quanto genio c'è nell'artista Deml, al portentoso guitar work, al grande feeling. Non c'è un solo momento ‘down', non si riesce ad annoiarsi anzi, canzone dopo canzone cresce l'adrenalina e la curiosità, poichè ogni brano affronta una diversa tematica strutturale-musicale. C'è il blues, il grande rock, passaggi hard rock, swing, tanta innovazione e qualcosa di ‘sperimentale', ma il tutto è amalgamato nel migliore dei modi e le song sono tutte piccole ed autentiche perle di bellezza. Si parte con un prologo ‘parlato' di 20 secondi del nostro per poi immergersi nella bella ‘Connected'che rimembra un sound caro al Kotzen di ‘Go Faster'. Andiamo avanti e la successiva ‘For My Brothers' rispolvera il sound del mitico Jeff Beck per una track accattivante ed al tempo stesso grintosa, mentre di tutt'altra ‘pasta' è la suadente (strumentale), melodica e ammaliante ‘Dave' peccato duri pochino (circa un minuto e mezzo) che però ha il compito di ‘scaldarci' per l'ascolto di un'altra perla (anche questa tutta strumentale) in quanto a melodia e pathos, ‘Temporary Impression' che evoca i grandi Pink Floyd e la sei corde di un certo signor Gilmour. Superba!! I trenta secondi di ‘stacco blues' di ‘Yeah Man' (con parlata del nostro ad accompagnare una veloce scala bluesy) ci aprono le danze di ‘Watch My Cloud' una eccelsa rock song che potrebbe ricordare il grande Gary Moore. ‘Northern Lights' ci coinvolge in un intenso vortice di emozioni; song molto introspettiva (strumentale) e basata su intense eufonie che cullano l'ascoltatore facendolo ‘volare' col pensiero e con la mente. Anche qui lo ‘spettro' Pink Floyd è ben presente e quindi non sto nemmeno a dirvi la grandezza di questo brano. Un'altra piccola perla assoluta!! ‘Heaven' è un'altra chicca che fa il verso al gia citato Gary Moore, una melodic song venata da tinte bluesy che si fa amare dalla prima all'ultima nota. Arriviamo al momento ‘clou' dell'intero album: la strumentale ‘Bhangra Baby'. Una song che da sola vale l'acquisto del disco imperniata su un guitar work maestoso, un vortice miscelato di stili che si imbatte violentemente nei vostri amplificatori. Il ritmo è veloce, una heavy rock song sullo stile di ‘Surfing With The Alien' e quindi immediata ma allo stesso tempo complessa come struttura, però dotata di un ritornello che ti si stampa nel cervello ma anche basata su innovazione ed un pizzico di sperimetazione. Una song superlativa che nonostante sia un omaggio alla tecnica fa letteralmente venir voglia di ballare essendo carica di massicce dosi di adrenalina. La seguente ‘We Come in Peace' è un ottimo rock che mette in evidenza ancora una volta la grande maestria di questo musicista nell'unire tecnica a passaggi originalissimi mentre si torna su atmosfere ‘soffici' e sognanti nella bella ‘Follow Your Dream' (strumentale). Come poteva concludersi un album così particolare? Certo non con una song ‘normale'...ed ecco quindi servita al tavolo ‘Tata' una sorta di swing rivisitato “in chiave Deml” (strumentale), altri tre minuti e mezzo per assaporare un'ulteriore trovata di questo assoluto maestro della chitarra. Basta. Cari amanti della chitarra e amanti della musica con la ‘M' maiuscola, quest'album è per voi!!!

http://www.cathouse.it/recensioni20082.htm