• Marcus Deml Rock Guitar Workshop
  • Marcus Deml new Band The Blue Poets Live
  • New Video - All it takes
  • Marcus Deml Signature Overdrive Padel
  • Errorhead Backing Track Pack
  • The Blue Poets Video Premiere Goodbye
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  • Twitter: MrErrorhead
  • YouTube: marcusdemlofficial
"Neues von Errorhead, der Formation um Gitarrist Marcus Deml, den "modernen Hippie" der deftigen Gitarrensounds, der, ähnlich wie Gitarren-Legende Jeff Beck, mehr Wert legt auf originellen Ton, abgefahrene Sounds, heftige Riffs und musikalische, melodische Gitarren-Linien denn auf dudelige Virtuosität um derer selbst Willen..." (full review/PDF)

"Diesen Monat führt uns der Boutique-Amp-Test in den hohen Norden Deutschlands. Genauer gesagt nach Quickborn. Hier arbeitet und wirkt Nils Thomsen, der unter dem Label "Tube Thomsen" schon seit Jahren eine eigene Verstärker-Serie fertigt. Somit wurde er auch zur Anlaufstelle für Profis wie Marcus Deml..." (ganzer Artikel als PDF)

Errorhead Review @ Gitarre & Bass

"Respekt, hier haben wir eine richtig schöne Werkschau moderner Rockgitarre. Markus Deml hat es in all den Jahren zum gefragten Session-Gitarristen gebracht, seine bisherige Kollegen liste liest sich entsprechend imponierend: Nena, Saga, Laith Al-Deen oder Rick Astley. Und wie jeder Profifußballer auch gerne mal bei einem gepflegten Straßenkick mitspielt, hat Marcus zwischen all den Jobs genug kreative Energie, um wieder einmal eine Soloplatte fertig zu zimmern. Er wurde bereits für seine Saitenakrobatik ausgezeichnet und keine Geringeren als Luke von Toto und Joe Satriani überreichten ihm den Preis. Nun könnte man meinen, dass er als ein Absolvent des G.I.T. klingt wie all die hyperschnellen Saitenhexer aus dem Brutkasten der amerikanischen Klonfabrik für angewandtes Musikerpolizeigedudel. Nein, weit gefehlt, er hat ein vielseitiges, abwechslungsreiches Werk abgeliefert. Auch wenn es hier um Gitarre geht, darf man seine Stimme nicht unerwähnt lassen. Da hört man viel Gary Moore oder Glenn Hughes heraus. Er ordnet sich auch gerne modernen Beats unter und brilliert dabei lässig mit einem gefühlvollen Gitarrensolo, wie es Meister Jeff Beck nicht besser gekonnt hätte. Sicher, dies ist in erster Linie ein Album für interessierte Musiker, andererseits eine wunderschöne Fundgrube für den Freund moderner Rock- und Blues-Sounds. Electric Blues natürlich…"

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"Qualche anno fa - ricorreva il 2006 - mi trovai ad ascoltare un album, uscito per la Lion Music, che aveva dell'incredibile sotto l'aspetto tecnico. Da allora in poi, con attenzione ho atteso il seguito, che ora giunge sotto un diverso moniker. All'epoca si trattava degli Electric Outlet ("On"), progetto del virtuoso chitarrista Marcus Deml (in tour con Toto, Bobby Kimball, Kingdom Come, Rick Astley, ecc.) e del bassista Frank Itt (Terence Trent D'Arby, Jule Neigel, Jasper Van't Hof). Ai due oggi si è unito il talentuoso vocalist Robbie Smith, ed il progressive di allora si è tramuta to in un hard blues rock classico, secondo le sonorità degli anni '60/'70, con un inaspettato rimando alle influenze di Hendrix, Pink Floyd, Chris Rea e Jeff Beck. Il moniker del gruppo potrebbe dirla lunga sull'eccezionalità dell'uscita per la label scandinava, normalmente impegnata in altri settori. Eppure, quel filo che lega stretto gli Errorhead con la tradizione rock, non solo diventa il modo per apprezzare ulteriormente le doti tecnico-compositive dell'incredibile guitar hero, ma disegna anche un filo di continuità tra passato e presente. Quest'album consacra sul moderno altare della musica una tradizione che è diventata leggenda, evocando non già delle semplici influenze, bensì un intero periodo storico e tutto ciò che esso si trascina con sé. E ciò che più sinceramente meraviglia in quest'opera di rimando è la freschezza con cui viene concepito il songwriting, quasi si trattasse di roba nuova, appena buttata sul mercato. Le composizioni sono liquide idee, che scivolano sul manico della chitarra di Marcus con linearità e semplicità, arrivando a toccare momenti di profonda ispirazione (tra le tante, il notturno "Heaven" o la spensierata chiusura "Tàtà"). L'album così, nel suo equilibristico gioco di dosi, sfiora la perfezione, riuscendo non solo a stupire, ma soprattutto a divertire." 

http://www.babylonmagazine.net/index.php?option=com_content&task=view&id=2606net

Guitar Magazine Review